Buongiorno, vita!

Solo un chiacchierìo di uccelli

il cielo sempre più limpido

e ancora infreddolito

sembra coprire gli ultimi sogni.

Il sole appena sveglio

si alza pian piano guardandosi intorno

per vedere se tutto è a posto

Ancora un po’ assonnato, guarda la luna

che si allontana lentamente, come a dire:

“Puoi andare, sono arrivato!”

E la luna pallida

per la lunga notte passata all’addiaccio

si allontana sempre più in fretta

 per arrivare in tempo dall’altra parte.

Va via l’odore della notte.

Buongiorno, vita!

 

 

Gianna Caiazzo

1984

 

Pene d’amore.

Amore.

Cado sotto il peso di questa parola

felice di esserne schiacciata.

Negli occhi spenti e nella mente vuota

il bisogno del tuo sorriso

che non voglio per me ma per il tuo viso

che mi scaraventa nel vuoto quando sorride.

Non soffrire mai, neanche per me

non soffrire mai da solo, neanche per me.

Accarezzo col pensiero il tuo volto, la tua rabbia

e la tristezza, che fa male quanto il tuo silenzio

 

 

 

Gianna Caiazzo

1985

(dedicata a Vittorio)

Notte d’inverno.

Notte di nuvole ingarbugliate

di finestre spente nel silenzio

di sogni che corrono

portandoti nei luoghi più lontani.

E non ascolti il rumore del vento

che batte forte sui vetri

appannati da un tepore che sfida il freddo.

Le lacrime di pioggia tintinnano sul tetto

ninna nanna per chi è sveglio come me.

Dolce sottofondo ai miei pensieri

il frusciare delle foglie strapazzate

dall’alito freddo di questa notte.

 

 

Gianna Caiazzo

1984

Foglie nel vento.

 

 

Ti incontrai in una pagina della mia vita

che il vento voltò sospingendomi come foglia

lontano, nel mulinello d’una strada d’autunno.

Danzarono le stagioni,

danzarono il ricordo e l’oblio.

Ti cercai.

Ma anche tu come foglia, sospinta lontano dal vento

nel gelido cielo d’inverno,

non c’eri più.

 

 

Gianna Caiazzo

21 settembre 2mila9

 

Dedicata a Titti, scomparsa prematuramente.

Osservazioni di un giorno di maggio.

 

 

 

Non è aprile, questo, né giugno

né un orologio montato su un palazzo

né una fontana che ci illude per tre giorni

e tanta gente colorata che ha trovato finalmente un’oasi

né il sole che inizia a scagliare sassi

né i riflettori spenti sul palcoscenico della piazza.

Non è aprile né giugno.

E gli abiti mi si sciolgono addosso

mentre un vecchio aspetta alla fermata

che passi la sua diligenza

trainata da cavalli meccanici

e un prete, vestito di nero sotto il sole,

avrebbe voglia di spogliarsi nudo.

Tra i pullman colorati io prendo l’arancione

che mi sta meglio.

“Logorio addio”, me ne vado appena parte.

Non è aprile né giugno.

 

 

 

Gianna Caiazzo

17 maggio 1985

 

 

 

 

Vincitrice 2° premio Memorial Sparagna 2009

 

 

Pomeriggio estivo.

 

Col silenzio delle foglie

immobili, prive di vento

e le grida della giovinezza

che gioca per strada

nasce dentro gioia e tristezza.

E’ l’aria una calda coperta

che ti avvolge esageratamente

e le cose lontane

sembrano nascoste da un velo.

I raggi stanchi del sole

si diffondono ancora.

Tutto sembra si prepari

per andare in vacanza

mentre io resto a contemplare

questo pomeriggio d’estate.

 

 

 

Gianna Caiazzo

1984